La Dottrina (comprensione interna) è la sostanza, mentre l’arte marziale (manifestazione esterna) ne è l’applicazione. L’apprendimento della dottrina è dimostrata nell’arte marziale ed è l’applicazione di Jing, Qi e Shen. E’ l’allenamento fisico. IL successo nell’Arte Marziale è dovuto alla conquista della dottrina ed è la manifestazione del corpo e di Xin (la mente). Questi sono gli eventi marziali. Sebbene, l’applicazione della dottrina e dell’arte marziale, ha bisogno dei suoi tempi di maturazione. Quando essa è applicata, al tempo opportuno, può costituire una solida base della pratica. Quando ambedue, la dottrina e l’arte marziale sono applicate nel combattimento, la capacità di raccogliere ed emettere (i Jin) costituisce le radici della materia marziale. Quindi, quando la materia marziale è applicata come da dottrina, costituisce l’esercizio fisico morbido. (Quando) Jing, Qi e Shen si manifestano nel Jin dei tendini, è la materia marziale che si manifesta nell’applicazione marziale, allora si manifesta l’evento duro dell’arte. E’ l’applicazione di Xin e del corpo fisico sopra la forza delle ossa (dipende dalla struttura ossea).
Qualsiasi cosa si impari, vi sono sempre due aspetti nell’apprendimento. Da un lato vi è la comprensione interna della materia, e dall’altro vi è la manifestazione, la verifica e/o l’applicazione della teoria. Dalla teoria si acquisisce la comprensione interna. Tramite l’applicazione si verifica la validità e l’utilità della teoria. I due aspetti si sorreggono e supportano l’un l’altro.
Nella pratica del Taijiquan, la manifestazione esterna (l’arte marziale), si relaziona con la comprensione interna dell’essenza, del Qi e dello Spirito. Attraverso questa comprensione ed ugualmente attraverso la manifestazione esterna, saremo in grado di acquisire un livello proficuo di abilità. Se la funzione esterna viene eseguita senza una comprensione interna, allora questa manifestazione risulterà debole. Una volta raggiunta una ragionevole comprensione della teoria, allora bisognerà applicare la teoria nell’azione. Dall’azione si acquisisce esperienza. Dall’esperienza si modifica e si progredisce nella comprensione della teoria. Quando si riesce ad applicare ambedue gli aspetti, quello interno e quello esterno, con la corretta esecuzione nei giusti tempi, si potrà raggiungere velocemente un livello avanzato nella propria pratica.
Quando questo concetto è applicato nella pratica del Taijiquan, l’aspetto cruciale dipende da quanto bene si riesce a comprendere la teoria dell’accumulo e dell’emissione del Jin internamente, ed anche da come si riesce a manifestarlo esternamente. Se si è capaci di manifestare solo esternamente il Jin, saremo in grado di eseguire solamente un esercizio per la salute. Mentre, se si riesce a manifestare la comprensione del Jin esternamente, allora diventerà l’applicazione sia del corpo che della mente di un abile artista marziale del Taijiquan.
Nella Teoria, senza la prontezza (il supporto) dell’arte marziale, significa che vi è una essenza senza applicazione. Se l’arte marziale non ha l’accompagnamento della dottrina, vi è applicazione senza essenza (comprensione). E’ come se si volesse utilizzare un singolo palo di legno per supportare un’intera struttura, così come una sola palma della mano non produca alcun suono. Questo (la teoria), non è applicabile solo nella pratica dell’arte marziale, ma può essere applicato ad ogni cosa. La dottrina costituisce il Li , la forza interna (regola, teoria, principi), mentre l’arte marziale ne è la corrispondenza esterna (manifestazione). Se vi è solo corrispondenza esterna (livello di crescita) senza Li interno, allora ci sarà il coraggio del sangue e del Qi, e ha perso l’aspetto originale (le radici, l’essenza). Di conseguenza si verrà sopraffatti incontrando l’avversario. Tuttavia, se ci fosse solo il Li interno senza l’esterna manifestazione, allora immaginate solo la dottrina della pace e della calma senza conoscerne l’applicazione. Allora quando ci sarà una battaglia si perirà in conseguenza di un solo piccolo errore. Se (desideriamo) applicare la propria (comprensione) all’avversario, come potremmo mai non comprendere l’interpretazione delle due parole, dottrina e applicazione.
Dalla discussione di cui sopra, dovrebbe risultare chiaro che senza la manifestazione fisica, ogni comprensione interna della teoria, risulterà inutile. D’altra parte, senza una profonda comprensione della teoria, ogni manifestazione esterna non potrà mai possedere l’essenza e le basi fondamentali. Sarebbe come una singola trave di legno che voglia sopportare da sola il peso di un edificio o come una singola palma della mano che non può produrre alcun suono. Coloro che conoscono solo la manifestazione esterna senza conoscere la teoria interna possono solo produrre una superba manifestazione fisica del sangue e del Qi. Non vi è coltivazione interna della calma e della saggezza. In questo caso, non si potrà comprendere e interpretare l’avversario e quindi adottare la tempistica opportuna e sfruttare le possibilità per le nostra strategia. Al contrario, se si conosce solo la coltivazione interna, senza sapere come applicarla nell’azione fisica, si soccomberà nella lotta inevitabilmente. Al fine di raggiungere l’obiettivo della vittoria, bisogna conoscere noi stessi, e anche il nostro l’avversario. Ciò può essere fatto solo coltivando la comprensione interna e imparare ad analizzare la situazione, ed anche capire come applicare la propria conoscenza nell’azione in maniera efficace. Bisogna comprendere che la conoscenza interna è Yin mentre la manifestazione esterna è Yang, qualsiasi sia il nostro campo di studio o applicazione.
testo originale Yang Banhou
traduzione dal cinese e spiegazione di Yang Jwinming
traduzione dall'inglese di Ludi Romeo