L’acquisizione delle Otto Parole nel
Cerchio(Spirale) Taiji dell’Uomo

Yang Ban Huo

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Gli otto trigrammi, lati e angoli, diventano la canzone delle otto parole. Il numero tredici, dopo tutto, non è troppo grande. Anche se non è molto grande, (comunque) se non vi è equilibrio e una base stabile, si rischia di perdere (la chiave di mantenere) la vita (morbida) e (il capo) sospeso dall’alto, e perdersi nel lamento. Il continuo importante suggerimento contiene solo due parole. Riflettere attentamente sul sovrano e sui sottoposti, le ossa e la carne (i muscoli). Se il Gongfu dell’interno e dell’esterno sono tutti non rotti, come si può fallire nel combattimento. Quando ci si incontra con un avversario (tutte le reazioni) saranno naturali. Da e per (scambio di tecniche ripetutamente tra cielo e terra (Yin e Yang). Speriamo solo di essere capaci di rinunciare a noi stessi (seguire l’avversario), senza grossa difficoltà , quindi il sopra e il sotto , avanzare e ritrarsi, possono essere eseguiti con continuità senza sosta.

Traduzione e Spiegazione di Yang Jwing Ming

L’arte del Taijiquan fu creata basandosi sulle tecniche degli Otto Jin (勁) e sui Cinque Spostamenti. Le Otto tecniche fondamentali, chiamate anche Otto Porte, costituiscono una solida base che permette di creare le azioni offensive e difensive partendo dai quattro lati e i quattro angoli. Le cinque strategie di movimento permettono di muoversi in avanti, indietro, sui due lati e mantenere il centro. Il successo nell’eseguire queste tredici applicazioni, dipende tutto da un buon equilibrio. Poiché se non vi è un buon equilibrio di base, non vi è centratura; se non vi è centratura, allora non vi sono solide radici. Tutto questo - l’equilibrio, il centro e le radici - dipendono dalla morbidezza e dalla mobilità della vita, e anche da quanto il torso è mantenuto eretto.
Inoltre, bisogna porre attenzione alle parole chiave di “non rottura (不斷 bù duàn). Questo implica l’abilità nel Taijiquan di “ non perdere e non resistere” (不丢 不頂 bù diū bù dǐng) e “ collegarsi, aderire, connettersi e seguire” (粘 连 黏 随 zhàn,niàn,liàn,suì ). Oltre questo, quando si pratica il Taijiquan , bisogna praticare sia l’interno che l’esterno. Interno significa “usare la mente per guidare il Qi” (以意引氣 yǐ yì yǐn qì) nell’azione. Esterno significa imparare come manifestare la mente interna e il Qi nell’azione fisica. Solo allora, incontrando il vostro avversario, non avrete dubbi su come gestire la situazione. Quando ci si trova in una situazione di combattimento, tutte le reazioni saranno naturali. Per raggiungere questo livello, bisogna praticare con costanza, fino a che ogni movimento diventi naturale.

Elaborazione di Ludovico Romeo

Tutto il Taijiquan nasce e si sviluppa sulla base delle tredici posizioni originarie. Gli Otto Jin detti anche le otto porte che rappresentano le tecniche di base e i cinque spostamenti o direzioni che costituiscono le strategie dell’azione. Il punto centrale, l’aspetto chiave per la realizzazione efficace delle applicazioni è costituito dall’equilibrio centrale. L’equilibrio nasce dalla consapevolezza e sensazione del centro che si basa sull’esistenza di radici solide e profonde. Esistono però anche altre chiavi fondamentali che possiamo osservare e che sono essenziali per la corretta esecuzione delle tecniche.
Bù duàn (不斷): “la non rottura”. 斷 (semplificato 断) duàn, significa spezzare, rompere, ma anche rinunciare. Quindi non rompere, non rinunciare non troncare, che si rifà direttamente alle tecniche fondamentali del Taijiquan e Tui shou del connettersi ed aderire, quindi non rompere, qui significa non dare discontinuità all’azione di connettersi ed aderire.
Yǐ yì yǐn qì (以意引氣): “usare la mente per guidare il Qi”. La mente Yì è l’intenzione, la volontà. Essa guida il Qi attraverso la grande circolazione all’interno del corpo e lo trasferisce all’esterno nell’azione. Chiave fondamentale qui è il lavoro contemporaneo tra la coltivazione interna ed esterna. Se non impariamo a far circolare l’energia all’interno del corpo nei canali della Grande Circolazione, per quanto il nostro allenamento si intenso e impegnativo, resterà difficile esprime la forza all’esterno. Forza intesa non come forza fisica (lì力), ma come Jin (勁)con l’intensità esplosiva (fā jìn, 發勁) che costituisce lo scopo di base del Taijiquan. L'allenamento e l'esecuzione dura e impegnativa dal punto di vista muscolare, spesso costituisce un freno, più che un vantaggio per la corretta pratica. Usare troppa forza muscolare crea resistenza nei canali energetici, irrigidendo in special modo i fasci lungo la schiena, che servono a muovere la spina dorsale, quando il movimento interno non è fluido e naturale. I movimenti e l’esecuzione delle forme, anche se plastici e di grande effetto coreografico, molte volte non sono indice di esecuzione corretta ed efficace, né dal punto di vista della circolazione interna, né dal punto di vista dell’efficacia nell’applicazione marziale.

Traduzione dal Cinese Dr. Yang Jwing Ming
Traduzione dall'Inglese di Ludovico Romeo

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