Le tredici parole sono: Peng (Parare), Lu (Tirare indietro ruotando), Ji (Premere), An (Spingere), Cai (Bloccare), Lie (Dividere), Zhou (Colpo di gomito), Kao (Sbattere), Jin (Avanzare), Tui (Ritrarsi), Gu (Fare attenzione a sinistra), Pan (Guardare a destra), Ding (Equilibrio centrale).
Qui sono elencati i nomi delle tredici posizioni
I segreti orali sono: Nella tecnica di Peng, ambedue le braccia sono arrotondate espandendo. (Quindi), il movimento e la calma, il sostanziale e l’insostanziale possono essere usati per attaccare (l’avversario) come si desidera. Quando le mani sono connesse (all’avversario), usare Lu per aprire ed (immediatamente), usare le palme in Ji per attaccare. (In questo caso), anche se l’avversario vuole ripetere l’attacco (contrattaccare), gli risulterebbe difficile farlo. Quando viene applicata la tecnica di An (la sua forza è tale da provocare un collasso. (Usare) le due mani per Cai e l’avversario non fuggirà facilmente. (Quando) la forza che sopraggiunge è violenta, (immediatamente) applicare Lie. Usare Zhou e Kao come si desidera, seguendo l’avversario. Jin e Tui (avanzare o ritirarsi), o spostarsi su un lato per fare un passo per cogliere l’opportunità. (In questo caso), perché si dovrebbe temere la raffinatezza dell’arte dell’ avversario? Quando si incontra l’opponente e si avanza avvicinandosi a lui per colpirlo, Gu (fare attenzione) di tre (decimi) (30%) in avanti e Pan (preoccuparsi) di sette (decimi) (70%) sullo spostamento (a destra). Quando l’avversario avanza e si avvicina per attaccare, schivare, spostandosi dal centro e stabilizzarsi per attaccare a nostra volta da un lato. Ponderando e raffinando la comprensione del significato di queste tecniche delle tredici posizioni del Taiji, la sua grandezza crescerà ancora.
Il Jin di Peng è il primo e più importante nelle tredici posizioni. Il Jin di Peng è costruito con ambedue le braccia in posizione arrotondata, il torace rientrato, e la schiena arcuata. Dal torace, fino alle punte delle dita, si manifesta una sacca di Qi tondo ed espanso. Una volta formato questo Jin efficacemente, e viene applicato con la dovuta abilità, qualsiasi attacco dell’avversario può essere 8 affrontato (maneggiato). Appena si attacca il braccio dell’avversario, applicare immediatamente il Jin di Lu per tirare indietro ruotando e neutralizzarlo spostando la sua forza su un lato. Questo movimento aprirà l’area del torace dell’avversario per rendere possibile un immediato attacco (Ji). Se tutto ciò viene applicato efficacemente sarà molto difficile per l’avversario difendersi. Quando viene usato il Jin di An è applicato, esso risulta forte, potente ed aggressivo. Il Jin di An è comunemente usato per sradicare l’avversario e farlo cadere. Vi sono due posti dove il Jin di Cai può essere usato in maniera efficace , essi sono il gomito ed il polso. Una volta procuratasi la giusta opportunità, ed aver bloccato l’opponente, non bisogna dargli la possibilità di liberarsi e sfuggire facilmente. Quando le mani dell’avversario sono bloccate, esse possono essere controllate come se fossero ammanettate. In ogni caso bisogna sempre ricordare che bloccare non significa afferrare. Quando si afferra si diventa rigidi la circolazione del Qi ristagnerà, e la sensibilità delle nostre mani diminuirà. In più, quando si è tesi, il vostro avversario potrà usare la rigidità del nostro corpo per trovare il nostro centro facilmente. Se la forza dell’avversario, che sopraggiunge, e molto potente, il miglior modo per risolvere la situazione è cercare di deviarla su un lato usando il Jin di Lie. Comunque se la distanza tra noi e l’opponente è ravvicinata, può essere applicato efficacemente il Jin di Zhou. Quando si avanza o ci si ritrae, bisogna rispondere alla situazione vantaggiosa, rubando il tempo. Altrimenti la strategia di muoversi facendo un passo, risulterà vana.Quando l’avversario avanza, attaccando a corta distanza, l’attenzione deve spostarsi per un terzo sul davanti e due terzi sul lato posteriore o sul movimento laterale. Questo significa usare la difesa come una strategia offensiva. In questo modo ci si può risollevare da una situazione divenuta svantaggiosa. In ogni caso, se l’avversario vi aggredisce così violentemente da rendere impossibile ritrarsi velocemente, bisogna comunque spostarsi dalla linea centrale (la linea ideale fra voi e l’avversario), ed attaccarlo dall’angolo laterale. I segreti delle tecniche marziali del Taijiquan, sono nascosti in queste tredici posizioni. Se si riesce a comprendere il loro profondo significato ed applicarle con abilità, sarete meravigliati, oltre la vostra immaginazione, scoprendo quanto siano meravigliose.